
Ridurre gli insegnamenti (ora sono 180 mila, affidati per il 40% a docenti esterni, spesso giovani sottopagati) e razionalizzare i corsi di studio, bisogna dare forte impulso ai prestiti d'onore e potenziate le risorse per le residenze universitarie, incrementare i corsi universitari in orario serale per far fronte alle esigenze degli studenti che lavorano, rivedere il meccanismo degli aumenti delle retribuzioni sostituendolo gradualmente con valutazioni periodiche dell'attività svolta, riformare i meccanismi di selezione dei professori associati e ordinari distinguendo tra reclutamento e promozione e ridefinire e ridurre, in tempi rapidi, i settori scientifico-disciplinari, riorganizzare la selezione per i dottorati di ricerca: queste le prime linee guida del nuovo decreto Gelmini sull’Università.
Dopo aver animato le città e le piazze di tutta Italia con proteste, talvolta violente, il ministro dell’Istruzione, MariaStella Gelimini, è tornata in Consiglio dei Ministri con la nuova proposta di legge di riforma per l’Università. E ancora una volta studenti e professori non ci stanno.
Gli studenti sono scesi di nuovo in piazza, il blitz degli universitari negli uffici della segreteria della Statale, le lezioni in piazza Duomo. A Milano è di nuovo caos, la città è stata bloccata per tutta la giornata. Non è andata meglio a Roma, dove tre cortei ieri hanno paralizzato la città, i manifestanti sono stati caricati dalla polizia nei pressi della stazione Ostiense. Gli agenti in assetto antisommossa volevano far disperdere il corteo, che tentava di entrare dentro la stazione.
A Napoli la città è piena di manifesti recanti la scritta ‘Attenzione, generatore di crisi’. Disordini anche a Firenze Macerata, Cagliari, Catanzaro. Mentre continua anche l’opposizione in Parlamento alle norme volute dalla Gelmini.
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Autore: NotizieVlog Redazione
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