
Dopo il no in Commissione finanze al Senato, l'esecutivo ha dato il via libera alle quote rose nei Cda. Ora il ddl dovrebbe arrivare in Aula al Senato il 15 marzo, solo per il voto finale. Da quando la legge sarà in gazzetta ufficiale ci sarà un anno per cominciare a mettersi in regola invece degli iniziali sei mesi. Poi scatteranno le quote: 1/5 di donne al primo rinnovo, 1/3 al secondo. Sulle sanzioni era già arrivato l'ok la scorsa settimana. Per chi non si adegua scattano diffida di quattro mesi, sanzione, diffida di tre mesi e infine decadenza del cda. Il governo aveva eliminato la decadenza. Anche su questo punto è passata la linea del parlamento.
La relatrice Maria Ida Germontani (Fli): “Mi sembra un buon risultato. L'approdo in aula è importante perché si dà un risalto ad un provvedimento del genere. Si tratta di un'occasione per affermare la dignità del Parlamento”. “Avremmo preferito la sede deliberante per l'approvazione di questo provvedimento, al fine di garantire al massimo l'accordo stabilito in commissione ma, se verrà proposto alla capigruppo di questa sera, noi ci esprimeremo favorevolmente anche alla sede redigente, perchè abbiamo lavorato tanto e tanto teniamo all'approvazione di questo testo. Anche per questo voglio ringraziare le senatrici e i senatori del Pd della commissione Finanze che hanno contribuito in modo determinante al raggiungimento di questo risultato”. Così ha commentato Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato, il ddl sulle quote rosa nei Cda
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