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Mer
28
Apr

Giustizia: pronte le novità del ddl del Lodo Alfano. Cosa cambia

Giustizia: pronte le novità del ddl del Lodo Alfano. Cosa cambia

Si riparte con il lodo Alfano: il nuovo ddl che non apporterà alcun cambiamento alla Costituzione prevederà tre articoli e lo scudo giudiziario per il Presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio e i ministri. Restano esclusi, rispetto al Lodo Alfano, il Presidente del Senato e della Camera per rispondere alle obiezioni già mosse dalla Corte Costituzionale. Il testo è stato predisposto dal gruppo Pdl del Senato, primi firmatari il capogruppo Maurizio Gasparri e il vice Gaetano Quagliariello. Il ddl prevede innanzitutto che il procedimento giudiziario nei confronti di presidenti e ministri sia portato a termine.

Il magistrato dovrà, invece, comunicare alla Camera di appartenenza (Senato o Camera) del parlamentare o del ministro l'avvio del processo. La Camera avrà poi 90 giorni di tempo per decidere se accogliere la richiesta o disporre la sospensione del processo fino al termine del mandato e sarà il Senato, nel caso si tratti di un ministro tecnico, la Camera di riferimento per la decisione. Dal provvedimento sono rimasti esclusi, rispetto all'originale Lodo Alfano, le figura dei presidenti di Camera e Senato per rispondere all'obiezione della Corte costituzionale secondo cui lo scudo giudiziario, a quel punto, doveva essere esteso anche ai parlamentari.

Inizialmente, il provvedimento varato con legge ordinaria e poi bocciato dalla Corte costituzionale, prevedeva la sospensione dei procedimenti penali durante il mandato per i presidenti della Repubblica, del Senato, della Camera e del Consiglio.
 





Video: L’incostituzionalità del Lodo Alfano
 
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