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Mer
02
Dic

Fuori onda di Fini: "Premier confonde consenso con immunità". La replica di Berlusconi: “Il presidente della Camera ormai lontano dal nostro mondo”.

Fuori onda di Fini:

“È un momento difficilissimo in cui vengo attaccato a tutto campo: dai pentiti alle minorenni. Mi aspettavo una difesa totale dagli amici e invece Gianfranco neppure replica quando mi danno dell’imperatore. Ora basta. Bisogna far capire che Fini non rappresenta più il PdL, che ormai è lontano dal nostro mondo”. Questa la replica del premier, Silvio Berlusconi al fuori onda del presidente della Camera Fini. “Berlusconi confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo: magistratura, corte dei conti, cassazione, capo dello Stato, Parlamento. Siccome è eletto dal popolo...”. È quanto detto da Fini nel fuori onda rilanciato dal sito Repubblica.it, mentre parla con il procuratore della Repubblica Nicola Trifuoggi, seduto accanto a lui, in occasione della giornata conclusiva del Premio Borsellino, il 6 novembre scorso a Pescara, non sospettando che i microfoni del tavolo della presidenza fossero aperti e registrassero la conversazione privata.

Durante il fuorionda, il presidente della Camera si è lasciato andare a giudizi sul presidente del Consiglio parlando a microfoni spenti con un magistrato. Ha espresso, per l’ennesima volta, tristezza per ‘l’irriconoscenza’ dell’ex leader di An: “Gli ho sempre voluto bene, e lui no”. All’ira del Cavaliere ha contribuito non poco il fatto che il procuratore pescarese con cui Fini conversava in via confidenziale, Nicola Trifuoggi, si è occupato delle indagini sull’ex coordinatore forzista in Abruzzo Sabatino Aracu e sullo stesso Cicchitto nell’ambito della cosiddetta ‘sanitopoli abruzzese’.

 

“Ignoro il contenuto delle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza sul mio conto; ribadisco l'assoluta mia estraneità ad ogni forma di coinvolgimento nella presunta trattativa Stato-mafia, che, se avvenuta, non è stata mai portata alla mia conoscenza”. Così il vicepresidente del Csm Nicola Mancino in una dichiarazione riguardo a quanto avrebbe detto il pentito. E spiega: “Posso solo dire di avere, prima delle stragi, nella mia qualità di Capogruppo dei Senatori democristiani, contribuito all'approvazione di una rigorosa legislazione antimafia per evitare la prescrizione dei reati collegati al maxiprocesso, alla istituzione della Direzione Nazionale Antimafia e della DIA e all'approvazione dell'art.41 bis”.

 

 





Video: Il fuori onda del presidente fini
 
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