
Dodici le richieste che i boss di Cosa nostra avanzarono agli uomini delle istituzioni nell'estate del 1992, fra le stragi Falcone e Borsellino. Una trattativa che i mafiosi corleonesi avanzarono con lo Stato per fermare la stagione stragista. I 12 punti fanno parte del cosiddetto papello, cioè l'elenco delle richieste scritte su un foglio che Massimo Ciancimino, figlio del don Vito allora vicino a Riina e Provenzano, ha consegnato ai magistrati della procura della Repubblica di Palermo che indagano sulla trattativa fra Stato e mafia. Il fatto, inedito, è documentato dal L'espresso anche con alcune foto dei fogli in questione, dove ben si leggono nomi di personaggi coinvolti come Mancino e Rognoni.
I 12 punti richiesti da Riina e Provenzano si aprono con la revisione del maxi processo a Cosa nostra e arrivano all'abolizione del carcere duro previsto dal 41 bis agli arresti domiciliari per gli imputati di mafia che hanno compiuto 70 anni, alla defiscalizzazione della benzina per gli abitanti della Sicilia.
Le rivelazioni circa l’esistenza di questo papello erano state fornite dal pentito Giovanni Brusca già nel 1993, quando raccontò dell’esistenza di un accordo tra Mafia e Stato che aveva visto protagonisti da un lato il capo di Cosa nostra, tramite la figura dell’ex sindaco Vito Ciancimino, dall’altro il generale Mario Mori. La settimana scorsa, tornata d’attualità la questione papello, l’ex ministro di Giustizia Martelli ha svelato che Borsellino sapeva dell’esistenza di questo documento.
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Autore: NotizieVlog Redazione
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