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Post in Politica

Mar
29
Nov

Governo Monti: completata lista nomi sottosegretari

Completa la nuova squadra del governo Monti: sono stati nominati sottosegretari e vice-ministri. Le nomine varate dal Consiglio dei ministri per sottosegretari e viceministri prevedono, rispetto al precedente governo il numero complessivo dei sottosegretari ridotto da 40 a 25, di cui 4 presso la Presidenza del Consiglio, ai quali si aggiungono tre nomine a viceministro. I Sottosegretari sono Antonio Catricalà (presidenza), Carlo Malinconico (editoria), Paolo Peluffo (Informazione e Comunicazione) e ai Rapporti con il Parlamento, Giampaolo D'Andrea e Antonio Malaschini.


Agli Affari esteri, Marta Dassù e Staffan de Mistura; all'Interno, Carlo De Stefano, Giovanni Ferrara, Saverio Ruperto; alla Giustizia, Salvatore Mazzamuto e Andrea Zoppini; alla Difesa, Filippo Milone e Gianluigi Magri; all'Economia e Finanze, Vittorio Grilli (Vice Ministro), Vieri Ceriani e Gianfranco Polillo; allo Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti e Massimo Vari; alle Politiche agricole alimentari e forestali, Francesco Braga; all'Ambiente, tutela del territorio e del mare, Tullio Fanelli.
 

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Gio
17
Nov

Governo Monti: la lista dei nuovi ministri. Chi sono

Dodici dicasteri, costituiti solo da tecnici, come annunciato, e nessun politico. Il nuovo presidente del Consiglio italiano, Mario Monti, ieri ha comunicato, dopo ore a porte chiuse con il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, la lista dei ministri del nuovo esecutivo. Come era stato anticipato, confermato l'interim dello stesso Monti all'Economia al posto di Giulio Tremonti; il rettore dell'Università Cattolica di Milano, Lorenzo Ornaghi, sarebbe il nuovo ministro dei Beni Culturali.


Agli Affari Esteri, l’ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata, agli Interni Cancellieri, alla Giustizia Paola Severino, alla Difesa l’ammiraglio Giampaolo Di Paola, allo Sviluppo economico Corrado Passera, alle Politiche agricole Mario Catania, all’Ambiente Corrado Lucini, al Lavoro Elsa Fornero e alla Salute, Renato Balduzzi, Istruzione, università e ricerca Profumo.

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Mar
15
Nov

Nuovo governo Monti: è totoministri. I nomi papabili

Mario Monti, neo presidente del Consiglio italiano, sta lavorando per delineare il suo nuovo esecutivo: nulla ancora è ufficiale ma a sedere sulla poltrona che è stata di Gianni Letta nel ruolo di Sottosegretario alla presidenza del Consiglio potrebbe arrivare, secondo le voci insistenti che stanno circolando in ambienti parlamentari, Enzo Moavero. 57 anni, avvocato e attualmente giudice del Tribunale di primo grado della Corte di Giustizia della Ue, conosce bene il futuro premier perchè ne è stato capo di gabinetto ai tempi della Commissione europea, per la quale è stato anche segretario generale aggiunto.

A Palazzo Chigi Mario Monti potrebbe portare anche Federico Toniato, capo della segreteria dell'Assemblea del Senato che in queste ore sembra diventato il suo uomo ombra. Giovane, 36 anni, Toniato è di Camposampiero in provincia di Padova e con Monti sembra condividere il profilo riservato. A fare da portavoce, infine, potrebbe essere confermata Betty Olivi, che ha tenuto i rapporti con la stampa quando Monti era commissario europeo e che in questi giorni è di nuovo a fianco del Professore.
 

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Lun
14
Nov

Silvio Berlusconi si dimette: feste in strada. Al via il nuovo governo guidato da Mario Monti.

Applausi e auguri della gente a Mario Monti, dopo le dimissioni di Silvio Berlusconi da presidente del Consiglio. Contestatori, curiosi e anche alcuni sostenitori si sono radunati sabato sera prima davanti a Montecitorio, poi a Palazzo Chigi e Palazzo Grazioli. Centinaia di persone si sono poi concentrate davanti al Quirinale in attesa delle annunciate dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il premier ha lasciato Palazzo Chigi tra le urla della gente, contestati anche diversi ministri.

 
Mentre la folla urlava ‘buffone’, Berlusconi “rivendica con orgoglio quanto siamo riusciti a fare in questi tre anni e mezzo segnati da una crisi internazionale senza precedenti nella storia”, questo quanto si legge nella lettera del premier dimissionario Silvio Berlusconi inviata al segretario nazionale della Destra, Francesco Storace, che celebrava a Torino il secondo congresso del partito. Le folla urla ‘A casa, a casa’, ‘buffone’, ‘via la mafia dallo stato’. Ma Berlusconi dice: “La contestazione è qualcosa che mi amareggia profondamente”.

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Mer
03
Ago

Divieto di Burqa: primo sì. A settembre in Aula

Via libera della commissione Affari Costituzionali alla legge sul divieto di burqa e niqab. Ora il provvedimento sarà esaminato a settembre dall'aula di Montecitorio. Il testo è stato approvato con i voti favorevoli dei gruppi di maggioranza e l'astensione di Fli, Ucd e Idv. Contrario il Pd. Il provvedimento vieta il travisamento del volto in luoghi pubblici con burqa e niqab, ma anche con caschi, o altri indumenti di origine etnica e prevede sanzioni pecuniarie per chi contravviene il divieto.


Sanzioni più severe per coloro che obbligano terzi ad indossare questi indumenti: pene pecuniarie fino 30.000 euro e reclusione fino a 12 mesi. La relatrice Suad Sbai (Pdl) ha detto che il voto dà una “sferzata decisiva ad un provvedimento di libertà e civiltà Non ci fermiamo sulla via della liberazione delle donne segregate e senza diritti. In Francia, Belgio e nel musulmano Azerbaijan questa legge è realtà, senza che nessuna donna araba musulmana abbia nemmeno pensato di protestare”.
 

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Ven
17
Giu

Il ministro Brunetta contro i precari: "Siete l'Italia peggiore". Le reazioni. Impazza la protesta sul web

"Nelle espressioni estreme di Brunetta e non solo sue è evidente la profonda incomprensione di quanto sta avvenendo nella società e c'é da preoccuparsi perché dal governo non è arrivata alcuna autocritica sulla sua incapacità di agire davanti alla più grave crisi economica dal dopoguerra”, ha commentato il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. Le dichiarazioni del ministro Brunetta rappresentano “un atto volgare che offende i lavoratori tutti, non solo quei precari”, secondo la Fp-Cgil. “Forse il Ministro, preso come è a fustigare persone sottopagate e a rischio licenziamento a causa della finanziaria del suo Governo, che prevede il licenziamento del 50% del personale precario della pubblica amministrazione non ha avuto il tempo di occuparsi di tutti quei disoccupati incolpevoli che, pur avendo vinto regolarmente un concorso, non si sono visti riconoscere il proprio posto di lavoro. Alcuni di loro operano già negli apparati dello Stato con contratti precari, fianco a fianco con i loro colleghi a tempo indeterminato, ma senza diritti e senza tutele”.


E dopo le parole del ministro nei confronti dei precari definiti ‘la parte peggiore dell’Italia’, si è scatenata sul web una vera e propria protesta: dai blog ai social network non si fa altro che leggere frasi del tipo ‘Brunetta dimettiti’, ‘Vergona’, ‘Sei tu la parte peggiore d’Italia’. O ancora: ‘Brunetta dimettiti subito. E’ inammissibile insultare i precari, non e’ da Stato civile’, ‘La parte peggiore dell’Italia ti paga lo stipendio. Ricordatelo bene’, e ancora ‘Una delle cose che mi ha spinto a non votare più il Pdl è la scelta nucleare. Un’altra cosa è la scelta del ministro Brunetta, autogol vivente e costante’. L'episodio è quello avvenuto durante il convegno I Giovani innovatori, nell'ambito della Giornata nazionale dell'Innovazione 2011.

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Mar
14
Giu

Referendum abrogativo 2011: bocciate le norme su acqua, nucleare e legittimo impedimento

La corsa al referendum 2011 dedicato ai quattro quesiti su servizi pubblici locali, tariffe dell’acqua, energia nucleare e legittimo impedimento si è conclusa con una netta vittoria. Nonostante la convinzione del raggiungimento del quorum, tutto si è giocato sul filo di lana ed è stata una manciata di voti a fare la differenza. Per la prima volta dopo sedici anni, l'istituto referendario ha dato un segnale di vitalità non scontato e, disubbidendo al premier Silvio Berlusconi e a Umberto Bossi che suggerivano l'astensione, un numero rilevante di italiani si è recato alle urne.

La vittoria del sì è stata schiacciante: chiamati a votare per l'abrogazione di norme sui servizi pubblici locali, sulla gestione dell'acqua, sull'energia nucleare e sul legittimo impedimento del premier e dei ministri, gli italiani hanno risposto in oltre 26 milioni 800 mila, pari a circa il 57%, rendendo ininfluente l'affluenza all'estero e decretando la validità di tutti e quattro i referendum che hanno cancellato le norme oggetto dei quesiti.

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Lun
13
Giu

Referendum abrogativo 2011: sulla strada del quorum. Primi risultati dell’affluenza alle urne. Si vota ancora oggi fino alle 15

Si vota ancora oggi, lunedì 13 giugno, fino alle 15 per i quattro quesiti sul referendum abrogativo 2011. Ieri, alle 22, l'affluenza è stata sopra il 41% e, secondo il Vicinale, quando la prima rilevazione dell'affluenza alle urne è a due cifre il quorum di raggiunge sempre. Il voto degli italiani, ieri alle 22 è stata del 41,14% l'affluenza alle urne per il quesito referendario n. 1, con cui si chiede l'abrogazione di norme relative alle Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Affluenza del 41,14% anche per il quesito referendario n. 2, con cui si chiede l'abrogazione parziale della norma per la Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in baso all’adeguata remunerazione del capitale investito.

E’ stata del 41,11% l'affluenza alle urne rilevata alle 22 in Italia anche per il quesito referendario n. 3, con cui si chiede l'abrogazione parziale di norme relative alle Nuove centrali per la produzione di energia nucleare, mentre è stata del 41,10% l'affluenza alle urne alle 22 per il quesito referendario n. 4, che chiede l’abrogazione del legittimo impedimento. Alle urne sono andati anche il presidente della Repubblica Napolitano e il leader Pd Bersani che ha commentato su facebook entusiasta: “Ho trovato la fila”. Nella maggioranza prevale l’astensione, con delle eccezioni, come quella del governatore veneto Luca Zaia che ha votato quattro sì. Secondo i dati per regione, la partecipazione è stata alta soprattutto al Centro- Nord mentre è stata più bassa al Sud.
 

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Mar
31
Mag

Giuliano Pisapia nuovo sindaco di Milano. De Magistris vince a Napoli. Fine del berlusconismo?

Giuliano Pisapia è il nuovo sindaco di Milano, accolto da 'esplosioni' di applausi in Piazza Duomo. La vittoria va oltre le migliori previsioni per il centrosinistra che riesce a vincere in 9 municipi mentre il centrodestra ne conquista 4. Luigi De Magistris trionfa a Napoli. Importante anche il risultato di Novara, feudo del governatore del Piemonte Roberto Cota, dove il candidato del centrosinistra Andrea Ballaré ha battuto lo sfidante Mauro Franzinelli (che aveva chiuso il primo turno con un incoraggiante 45,89%), con il 52,9% dei voti. Anche Trieste volta pagina e si affida a Roberto Cosolini, candidato del centrosinistra, dopo dieci anni di assoluto dominio del centrodestra. Centrosinistra anche a Cagliari dove vince Massimo Zedda.


Amareggiato il premier Berlusconi: “Abbiamo perso, è evidente e non c'é altra strada se non tenere i nervi saldi e andare avanti; la maggioranza è coesa e determinata nel fare le riforme a cominciare dal fisco, dalla giustizia e dal piano per il Sud. Ogni volta che vengo sconfitto triplico le forze”. Silvio Berlusconi ha avuto poi una conversazione telefonica con Umberto Bossi nel corso della quale il leader della Lega ha dato il va libera per proseguire con l'azione di governo. Poi ha auspicato: “Ora i milanesi devono pregare il buon Dio che non gli succeda qualcosa di negativo” e si è detto anche certo che a Napoli, dopo aver eletto De Magistris, “si pentiranno tutti moltissimo”.

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Ven
27
Mag

Berlusconi: breve colloquio con il presidente Obama. Nuove accuse alla magistratura. L’opposizione urla alla vergogna

Nuovo siparietto di Silvio Berlusconi, questa volta tenuto a margine dei lavori del G8 di Deauville, sotto lo sguardo indiscreto della Merkel e di Sarkozy. Il presidente del Consiglio si è avvicinato al presidente americano Barack Obama dicendogli “In Italia è necessaria una riforma della giustizia. Nel nostro Paese c'è una dittatura dei giudici di sinistra”, frasi che non solo hanno fatto infuriare l’Italia della giustizia ma che hanno stizzito anche gli altri presenti ai lavori del summit in Francia, iniziato in ritardo a causa del colloquio che Berlusconi ha cercato con Obama.


L’episodio ha scatenato per l’ennesima volta una bufera di reazioni nell’opposizione. Bersani commenta: “Non so, magari Berlusconi ne ha parlato con Obama per chiedere un intervento della Nato contro le toghe”. Per il leader Udc Pier Ferdinando Casini, “ormai stiamo perdendo il senso delle dimensioni”. La frase sulle 'toghe rosse' viene carpita, infatti, dai cronisti che riescono a leggere il labiale di Berlusconi: il breve colloquio tra i due viene trasmesso dal circuito chiuso prima dell'inizio dei lavori di una sessione del G8. Ma è molto grave, replica il presidente dell'Anm Luca Palamara, che il premier abbia mosso queste accuse anche all'estero e che una fondamentale istituzione dello Stato sia stata “denigrata agli occhi di uno dei più potenti capi di Stato del mondo”.
 
“L'unica cosa che mi auguro, ironizza il leader Idv Antonio Di Pietro, è che almeno Obama gli abbia risposto a dovere spiegando come si comportano negli Usa per casi come quello di Strauss-Kahn. Per un presunto rapporto non consenziente, infatti, ricorda Di Pietro, il politico francese é stato tirato giù dalla scaletta dell'aereo e sbattuto nel carcere di Harlem, mentre "in Italia, il caso Ruby è stato portato in Parlamento per impedire alla magistratura di indagare”.
 

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