Torna l’incubo terremoto Oltreoceano: una forte scossa di terremoto è stata, infatti, registrata, nel Messico meridionale. Il terremoto, di 6,5 gradi di intensità, ha fatto tremare gli edifici nella capitale, Città del Messico: alcune persone si sono riversate nelle strade del centro. L’epicentro è stato a 14 chilometri da Oaxaca. A comunicarlo è stato l’Istituto geologico degli Stati Uniti, che ha precisato che l’epicentro è stato registrato a 10 chilometri di profondità a 238 chilometri a est di Acapulco. Per il momento non si hanno notizie di vittime o danni alle cose.
Dai primi accertamenti, non risultano danni, nè feriti. Ma il panico ha indotto molti, hanno riferito testimoni, a riversarsi nelle strade. Subito dopo la scossa sismica, alcuni elicotteri hanno sorvolato la capitale per controllare la situazione: nel centro della città non è stato riscontrato alcun problema alla rete elettrica e alle connessioni telefoniche. Ma la paura non si placa, perché l’uragano Alex, il primo della stagione atlantica, si sta rafforzando nell'attraversare le acque del Golfo e dovrebbe investire proprio le coste del Messico e una piccola porzione di quelle del Texas nella seconda parte della giornata o all'alba di domani. A dare la notizia è stato il Centro Nazionale Uragani di Miami.
Ed è sempre di oggi, la notizia dell’assassinio dell'oppositore Rodolfo Torre avvenuto in Messico, candidato a governatore dello stato di Taumalipas, a ridosso della frontiera con gli Usa, e sette uomini che si trovavano con lui, ad opera di un commando di killer del narcotraffico. L'omicidio è stato subito definito il più grave crimine politico dal 2006, da quando è al potere il presidente Felipe Calderon.
Il capo dello Stato ha condannato la strage assicurando che si tratta di “un attentato contro l'intera società e le istituzioni democratiche” e ha convocato una immediata riunione del Consiglio di sicurezza nazionale. Torre, un medico di 45 anni, in corsa per il governatorato di Tamaulipas come candidato di una coalizione dello storico Partito rivoluzionario istituzionale (Pri) e di due partiti locali, era nettamente il favorito per le elezioni in programma per il prossimo 4 luglio.
Video: Il terremoto del Messico di qualche tempo fa
Commenti