
La Corte di giustizia tedesca ha dato il via libera all'eutanasia passiva, stabilendo che l'interruzione di cure che mantengono in vita un malato contro la sua volontà non è punibile. La sentenza è arrivata dopo che un avvocato era stato condannato a nove mesi di reclusione con la condizionale per avere consigliato a una sua cliente di staccare i tubi dell'alimentazione che mantenevano in vita l'anziana madre, in coma da cinque anni.
Nel motivare la sentenza, i giudici di Karlsruhe hanno stabilito il primato della volontà del paziente su qualunque altra circostanza, sottolineando che il paziente può decidere di rifiutare trattamenti di prolungamento artificiale della vita anche in caso di morte non imminente. L'avvocato è così stato dichiarato non colpevole, dal momento che la donna aveva espresso in passato la volontà di mettere fine a qualunque trattamento che la tenesse in vita artificialmente.
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