
Il prossimo traguardo che si è prefissato il Governo è quello di detassare gli stipendi dei lavoratori. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, assicura che questa nuova politica finanziaria servirà a far crescere l’economia italiana. Ma sarà davvero così? Pare, infatti, che questo sistema di detassazione abbia anche qualche controindicazione, prima fra tutte sarebbe una sorta di distorsione nel funzionamento generale del mercato. Questa detassazione penalizzerebbe, infatti, i lavoratori più deboli e avvantaggerebbe quelli più forti. E ci risiamo: la politica berlusconiana a favore dei ‘più’.
A parte imprenditori e liberi professionisti, sarebbero le imprese a guadagnarci, perché otterrebbero non solo un abbassamento del costo del lavoro, ma anche una maggiore flessibilità di utilizzo della manodopera. Dunque, detassare gli stipendi dei lavoratoti non risolve dei problemi, ma ne introduce altri.
Il risultato? Un lavoratore con aliquota marginale del 23 pe cento, per esempio, “porta a casa” un salario netto maggiorato del 29,9 per cento grazie all'esenzione; aliquote superiori (rispettivamente: 33, 39 e 43 per cento) si accompagnano a benefici significativamente superiori (rispettivamente: 49,3, 63,9 e 75,4 per cento del salario netto).
Categorie: Economia e Finanza
Parole chiave: stipendi governo berlusconi
Autore: NotizieVlog Redazione
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