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Post in Economia e Finanza

Mer
09
Mag

Ponte primo maggio 2012: blitz della Finanza negli agriturismi di Italia

Continuano le operazioni del governo per combattere l'evasione fiscale in Italia e dopo i blitz, partiti mesi fa, che hanno colpito località turistiche rinomante del Belpaese, locali della movida notturna delle più grandi città, da Milano, a Roma, a Napoli e Bari, dopo i controlli negli studi medici, nel ponte del primo maggio ad essere finiti nel mirino del Fisco sono state le strutture turistiche e soprattutto gli agriturismi. Risultato: il 28% delle attività che dichiarano di svolgere attività agrituristica sono risultate irregolari.

Il dato emerge dagli accertamenti degli uomini della Guardia di finanza e quelli delle Agenzia delle entrate, che nel ponte del primo maggio hanno individuato complessivamente 1.700 soggetti irregolari. I controlli, predisposti dalla Gdf nell'ambito della lotta all'evasione fiscale, hanno riguardato in particolare diverse strutture che svolgono attività di bed & breakfast, resort, centri benessere e agriturismi in tutta Italia.
 

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Mar
24
Apr

Stipendi fermi mentre salgono i prezzi: gli ultimi allarmanti dati Istat

Inflazione che cresce, ripresa economica in stallo, disoccupazione alle stelle, soprattutto quella giovanile, e salari fermi. A marzo la forbice tra l'aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,2%) e il livello d'inflazione (+3,3%), su base annua, tocca una differenza di 2,1 punti percentuali, che rappresenta il divario più alto dall'agosto del 1995: a rilevarlo l'Istat. Ciò significa che mentre i salari restano sostanzialmente stabili aumentano i prezzi dei beni di consumo.


Le retribuzioni contrattuali orarie a marzo restano ferme su febbraio e salgono dell'1,2% su base annua. L’Istat, aggiunge inoltre che la crescita tendenziale è la più bassa almeno dal 1983, ovvero dall'inizio delle serie storiche ricostruite, 29 anni fa. Con riferimento ai principali macrosettori, a marzo le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale dell'1,7% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione.

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Ven
20
Apr

Aumentano i prezzi: famiglie sempre più a caccia di offerte

Carrello della spesa sempre più caro per gli italiani: aumenta l’inflazione e diminuiscono le quantità di alimentari acquistati dagli italiani, sempre più a caccia di promozioni commerciali: questo quanto emerge dall’analisi della Confederazione italiana agricoltori. Il rincaro dei listini per i prodotti più acquistati, come cibo e carburanti, sta portando sempre più italiani a risparmiare e a trovare offerte per i propri acquisti, il che, soprattutto per i generi alimentari, rappresenta uno scenario davvero allarmante.


Secondo la Cia, i continui rincari dei carburanti si abbattono su tutta la filiera stravolgendo i conti delle aziende agricole e aumentando i costi delle famiglie per la tavola e di conseguenza gli italiani diminuiscono l’acquistano dei prodotti nel carrello della spesa e si rivolgono ai discount, dove spesso trovano prezzi più abbordabili, alla ricerca di promozioni commerciali. Il fenomeno interessa quasi il 40% delle famiglie.

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Lun
02
Apr

Inflazione stabile a marzo: su benzina, spesa, biglietti voli aerei, caffè e sigarette

Il tasso d'inflazione annuo a marzo resta stabile al 3,3%, secondo l'Istat che nelle stime preliminari, indica un aumento dei prezzi al consumo su base mensile dello 0,5%. Dagli ultimi dati emerge che l'inflazione acquisita per il 2012 risulta pari al 2,3%, mentre l'inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, sale al 2,3% dal 2,2% di febbraio 2012. Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell'indice dei prezzi al consumo scende al 2,2% (era +2,3% a febbraio).


Forti aumenti su base annua si sono registrati per i prezzi delle sigarette, +8,8%, di caffè, +12,8%, e per il trasporto aereo passeggeri, +14,9% (su base mensile +16,3%). Tra gli alimentari resta sempre su alti livelli il tasso di crescita del prezzo dello zucchero (+12,5%). Tra i servizi, invece, considerevole è il rincaro tendenziale delle spese condominiali (+4,2%). Guardando ai beni energetici, oltre a benzina e gasolio, marcato è anche il balzo messo a segno dal Gpl (+8,8% congiunturale e +7,9% annuo). Rincari record anche per benzina e diesel.
 

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Ven
30
Mar

Eurispes: per vivere bene in Italia servono 2.500 euro al mese. Gli ultimi dati

Per vivere bene in Italia servono almeno 2.500 euro al mese per una famiglia composta da quattro persone: a comunicarlo è l'Eurispes. Dall'ultimo rapporto rapporto ‘L'Italia in nero’ emerge che nella media nazionale il costo mensile per i beni essenziali di una famiglia composta da quattro persone è di 30.276 euro l'anno cioè di 2.523 euro al mese. Ma poco meno della metà dei contribuenti-persone fisiche (20,3 milioni, 49,1% del totale) ha dichiarato nel 2010 un reddito complessivo inferiore a 15.000 euro (1.250 euro su base mensile), secondo il rapporto di Eurispes con riferimento all'anno d'imposta 2009.

 
Il calcolo si basa su una famiglia tipo (idealmente composta da due adulti e due bambini) che risparmia su tutto ma non fa mancare nulla ai figli e conduce un'esistenza quasi spartana ma dignitosa. Solo la spesa alimentare per una famiglia tipo è pari a 825 euro (va da un massimo di 950 euro al mese nelle regioni del nord-ovest ad un minimo di 748 euro al mese nel Mezzogiorno).

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Mar
13
Mar

Crolla la spesa delle famiglie italiane ed è nuovo record carburanti: gli ultimi dati

Mentre crolla la spesa delle famiglie e si torna ai livelli di 30 anni fa, secondo un report di Intesa Sanpaolo dedicato al settore agroalimentare, secondo cui nel 2011 gli italiani hanno tagliato la spesa per cibi, bevande e tabacco dell'1,5%, è nuovo record carburanti in Italia. Nei distributori della Q8, rileva Staffetta Quotidiana, il prezzo della verde è arrivato a 1,874 euro al litro, nuovo massimo storico.

Secondo Quotidiano energia, le punte massime sul territorio sono di 1,96 euro al litro per la benzina e superano quota 1,80 per il diesel. In salita anche il Gpl, prossimo rispettivamente a 0,87 euro/litro e a 0,9 euro/litro. Non sono esenti dagli aumenti gli impianti no-logo. Questo quanto emerge dal monitoraggio di quotidianoenergia.it in un campione di stazioni di servizio che rappresenta la situazione nazionale per Check-Up Prezzi QE. Nel dettaglio, a livello Paese, il prezzo medio praticato della benzina (in modalità servito) va dall'1,840 euro/litro di Esso all'1,852 di Q8 (no-logo in salita a 1,773). Per il diesel si passa dall'1,758 euro/litro di IP all'1,763 di Shell (no-logo su a 1,661). Il Gpl, infine, è tra 0,855 euro/litro di Esso e 0,868 di TotalErg (no-logo a 0,817).
 

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Lun
27
Feb

Stipendi italiani più bassi d’Europa: gli ultimi dati Eurostat

Gli italiani sono i cittadini europei con gli stipendi più bassi: a sostenerlo gli ultimi dati Eurostat, secondo cui l'Italia risulta tra i paesi europei con le retribuzioni lorde annue più basse, piazzandosi in dodicesima posizione nell'area euro, fanno meglio anche Irlanda, Grecia, Spagna e Cipro E’ soprattutto il valore dello stipendio annuo per un lavoratore di un'azienda dell'industria o dei servizi (con almeno 10 dipendenti) a rendere la differenza: è pari, infatti, a 23.406 euro, cioè la metà di quanto si guadagna in Lussemburgo (48.914), Olanda (44.412) o Germania (41.100). L'avanzamento per l'Italia risulta tra i più ridotti: in quattro anni (dal 2005) il rialzo è stato del 3,3%, molto distante dal +29,4% della Spagna, dal +22% del Portogallo.


Anche i Paesi che partivano da livelli già alti hanno messo a segno rialzi rilevanti: Lussemburgo (+16,1%), Olanda (+14,7%), Belgio (+11,0%) e Francia (+10,0%) e Germania (+6,2%). Una buona notizia per l'Italia, invece, arriva dalle differenze di retribuzioni tra uomini e donne: con un gap che supera di poco il 5% (con riferimento al 2009), il Belpaese si colloca ampiamente sotto la media europea, pari al 17%, risultando il paese con la forbice più stretta alle spalle della sola Slovenia.

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Ven
17
Feb

Moody's abbassa il rating su 114 banche Ue: 24 le italiane colpite

Dopo gli ultimi declassamenti subiti dall’Italia, da Moody’s arriva un altro abbassamento rating su 114 banche europee appartenenti a 16 Paesi diversi. Tra gli istituti colpiti 24 sono italiani. Moody’s dice che le azioni sui rating riflettono la pressione combinata derivante in primo luogo dall’avverso e prolungato impatto della crisi dell'area dell'euro che rende il contesto operativo molto difficile per le banche europee, e in secondo luogo dal deterioramento del merito di credito dei rating sovrani, che ha portato all'aggiustamento dei rating di nove Paesi lo scorso 13 febbraio.


Moody's ha tagliato il rating dell'Eni e delle Poste da A2 ad A3, mantenendo negative le prospettive e ha rivisto da stabile a negativo l'outlook di Finmeccanica; ha rivisto il giudizio su 9 gruppi assicurativi europei, abbassando il rating di Unipol, Generali, Mapfre, Caser e Allianz Spa a causa degli investimenti e dell'esposizione operativa in Italia e Spagna, mentre ha rivisto l'outlook di Allianz Se, Axa, Aviva a causa dell'indebolimento delle condizioni economiche e delle prospettive per l'Eurozona.
 

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Gio
01
Dic

Disoccupazione sale a 8,5%: colpiti soprattutto i ragazzi

Il tasso di disoccupazione in Italia nel mese di ottobre è dell'8,5%, in aumento di 0,2 punti rispetto a settembre e di 0,1 punti rispetto a ottobre 2010: a rilevarlo è stato l’Istat che ha anche precisato che si tratta del livello più alto da maggio 2010. Allarmante il tasso di disoccupazione giovanile che ad ottobre si è attestato al 29,2%, in diminuzione di 0,1 punti rispetto a settembre e rispetto a ottobre 2010 il tasso di disoccupazione 15-24 anni è aumentato di 1,5 punti.


L'occupazione a ottobre è rimasta invariata rispetto a settembre mentre è aumentata dello 0,2% (+53 mila unità) rispetto a ottobre 2010, inoltre, gli occupati nel mese erano 22.913.000. Cala, invece, la disoccupazione tedesca più del previsto a novembre, tornando sotto il 7%. I senza lavoro sono scesi al 6,9% dal 7% di ottobre calando di 20.000 unità a 2,91 milioni. Le stime erano per un tasso di disoccupazione fermo al 7% e un calo dei disoccupati di appena 5.000 unità.
 

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Lun
10
Ott

Giovani e pensione: avranno il 70% dell' ultimo stipendio

I giovani avranno il 70% dell' ultimo stipendio: a rivelarlo uno studio dell'Inps, secondo cui in conseguenza all’allungamento dell’età minima per lasciare il posto di lavoro, dovuto alle più recenti riforme, l'importo della pensione per i giovani potrà essere pari al 70% dell' ultimo stipendio per un lavoratore dipendente e del 57% per un parasubordinato. Così, i fortunati che pensano di avere uno stipendio fisso fino alla pensione saranno lieti di sapere che il loro assegno mensile non sarà la metà del loro ultimo stipendio ma sarà il 70%.


È, questo, l' effetto del metodo di calcolo contributivo che si applica, integralmente, a chiunque abbia cominciato a lavorare dopo il 1995: più anni di contributi si versano, più tardi si va in pensione, e più si prende. L'assegno previdenziale è strettamente connesso all'anzianità contributiva, cioè al numero di anni lavorati. Le riforme recenti hanno allungato l'età minima per andare in pensione e in base ai calcoli dell'Inps l'assegno al termine della vita lavorativa sarà pari al 70% dell'ultimo stipendio per un lavoratore dipendente e del 57% per un parasubordinato.
 

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