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G20 di Toronto: niente tassazione per le banche e rigore economico. Obama: “Gli Usa guidano con esempio”. Berlusconi: “La crisi è alle spalle”

G20 di Toronto: niente tassazione per le banche e rigore economico. Obama: “Gli Usa guidano con esempio”. Berlusconi: “La crisi è alle spalle”

Il G20 2010 tenutosi a Toronto con i più grandi della terra è volto al termine, all’insegna del rigore economico. Niente tassazione per le banche, integrità e trasparenza sono state le regole fondamentali in discussione. Così l'Europa esce dal G20 di Toronto, incassando un impegno preciso sul fronte della riduzione dei deficit, ma perdendo su quello di una tassa globale sulle banche: proposta respinta così come l'ipotesi di una tassa sulle transazioni finanziarie. Un'idea, quest'ultima, fortemente sostenuta dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, ma contrastata anche da molti Paesi della Ue, Italia compresa.

Mentre il G20 ha sottoscritto la priorità del presidente Usa che è quella di salvaguardare e potenziare la ripresa, nello stesso tempo Obama ha accettato la conclusione che esistono strade diverse per arrivare a questo traguardo, per questo la riduzione del deficit dovrà essere adattata alla situazione specifica di ogni paese.
 

Barack Obama ha detto che “Gli Usa stanno guidando con l'esempio: le nostre azioni audaci hanno avuto successo sulla strada della crescita economica. Mentre diversi dei nostri partner europei stanno operando difficili decisioni: ma dobbiamo essere consapevoli che la nostra salute fiscale sarà basata in futuro in gran parte sulla nostra abilità nel creare oggi crescita e occupazione”. Resta da vedere quanto l'obiettivo di dimezzare il deficit entro il 2013, fissato dal G20, sarà realisticamente conseguibile.

Il premier Silvio Berlusconi tira le somme del G20 di Toronto, sostenendo che la crisi sia “alle spalle. Ma ciò non significa che i sacrifici siano finiti”. E rivendica i meriti del suo governo: “Siamo stati i primi a imboccare la strada del consolidamento di bilancio accompagnato da un sostengo allo sviluppo. La manovra del governo persegue entrambi gli obiettivi: da un lato mette in sicurezza i conti, dall'altro non affossa la crescita visto che le tasse non sono aumentate e il governo ha investito 'quasi 10 miliardi'' per sostenere il mondo delle imprese”. Sulla proposta di Berlino di tassare le transazionni finanziarie: “L'esplicita richiesta della cancelliera tedesca non ha trovato seguito e io sono stato buon profeta nel dire che trovare accordo di tutti sarebbe stato difficilissimo”. Ma è sulla politica economica che il premier concentra la sua attenzione. Prima definisce ‘ottimistico’ l'obiettivo di azzerare il deficit entro il 2016, poi dice di averlo definito così solo perché il ministro dell'Economia 'era già preoccupato di dover raggiungere il target nel 2013 (di dimezzare il disavanzo, come previsto nella dichiarazione conclusiva). Insomma, spiega sorridendo Berlusconi: “ho detto ottimistica per fargli una carezza, però penso che si possa raggiungere, questo e' il mio pensiero”.

 




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