
Un'Italia cicala, quella descritta nella relazione della Corte dei Conti sul Rendiconto generale dello Stato. Il nostro paese, a differenza di Germania e Francia, ha ‘disperso’ nella spesa pubblica il bonus di 70 miliardi che aveva risparmiato aderendo all'Euro. Sul fronte consumi sono attesi marcati rallentamenti. Così, mentre Germania e Francia hanno ridotto la spesa corrente (rispettivamente di 3,6 punti e di 0,7 punti), in Italia la spesa corrente primaria e cresciuta di 1,5 punti" e molto più della metà dell'intero bonus dell'euro è stato disperso in incrementi della spesa pubblica complessiva, anziché per alleggerire il fardello del debito pubblico.
Da ridurre la spesa pubblica dei grandi comparti, per mantenersi su tassi di incrementi inferiori al tasso di crescita del Pil. Senza controllo sulla spesa il rischio è di non poter alleggerire la pressione fiscale e gravare quindi sulla crescita, scrive ancora la Corte dei Conti. "Il rischio di mancare ancora una volta - spiega la relazione - gli obiettivi di controllo della spesa pubblica si riflette, naturalmente, in quello, non meno grave, di dover necessariamente rinunciare al progetto di allentare gradualmente la pressione fiscale.
Problemi, ed anche gravi, derivano anche dalla pubblica amministrazione. La Corte dei conti mette in risalto che la crisi del sistema delle relazioni sindacali nel settore del pubblico impiego è resa palese dalla sostanziale sospensione della contrattazione collettiva per il biennio 2008-2009 nell'attesa di pervenire a modifiche che consentano da un lato di non predeterminare in legge finanziaria le risorse destinate alla contrattazione e dall'altro riportare a tre anni (dai due attuali) la durata dei contratti collettivi.
Categorie: Economia e Finanza
Parole chiave: economia italiana corte dei conti spese stato pubblica amministazione
Autore: NotizieVlog Redazione
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