
Blitz a Trapani: 19 i fermi. Dall'inchiesta, denominata Golem 2, risulta che il superboss si serviva di fiancheggiatori insospettabili incaricati di gestirne la latitanza e di occuparsi degli affari della famiglia. Tra i fermati anche il fratello del padrino, Salvatore. Chiesto anche il sequestro di alcune aziende risultate intestate a prestanome di parenti del boss. Eseguite 40 perquisizioni, in diverse regioni italiane.
Dal momento dell’arresto di Provenzano, l'unico grande capomafia di Cosa nostra ancora latitante, ‘il primo assoluto’ come lo chiamano i suoi uomini, ha imposto regole ferree ai suoi uomini per la trasmissione dei pizzini con i quali governa l'organizzazione mafiosa. La scorsa notte un'operazione ordinata dalla dda di Palermo e portata a termine dalla squadra mobile di Trapani, in collaborazione con quella di Palermo, e dallo Sco, ha fatto terra bruciata intorno al superlatitante trapanese che, negli ultimi tempi più che mai, ha affidato la sua sicurezza a una rete fidatissima di uomini, soprattutto familiari, a cominciare dal fratello Salvatore che, appena uscito dal carcere, ha preso il posto del cognato Filippo Guttadauro, arrestato, alla guida del mandamento.
In carcere anche alcuni cugini di Messina Denaro, Giovanni e Matteo Filardo, commercianti, imprenditori e bassa manovalanza, quasi tutti della zona di Castelvetrano, paese di cui è originario il boss. E le intercettazioni della polizia hanno confermato che l'imprendibile capomafia si nasconde a casa sua. Proprio a Castelvetrano, infatti, i suoi uomini avevano avuto ordine di preparare un alloggio con tutti i comfort per ospitare Matteo Messina Denaro nelle sue occasionali presenze in città.
Categorie: Cronaca
Parole chiave: trapani blitz antimafia latitante messina denaro salvatore messina denaro
Autore: NotizieVlog Redazione
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