
La manifestazione degli Indignati italiani, sabato 15 ottobre, nella Capitale si è trasformata in una vera e propria guerriglia, perché insieme ai manifestanti pacifici animati dall’unica intenzione di dimostrare al governo quanto le cose in Italia stiano precipitando e invitarli ad azioni migliori nei confronti del Paese, si sono scatenati i soliti violenti. Ragazzi incappucciati, armati di pietre, estintori, armi che si sono scagliati contro le forze dell’ordine e hanno assaltato negozi, banche, distruggendo tutto. I Black Bloc che in quel famoso G8 di Genova si sono resi protagonisti di violenze inaudite sono tornati per le strade di Roma con l’unico obiettivo di distruzione. E c’è chi insinua che se effettivamente i manifestanti fossero stati tenuti d’occhio, le decine di rivoltosi violenti non avrebbero avuto la possibilità di scatenarsi in quel modo così furioso. Il risultato è stata una guerriglia urbana nella città eterna che ha visto feriti, fra ragazzi e forze del’ordine, camionette di polizia e carabinieri incendiate, eventi vandalici contro cose. E se Di Pietro aveva qualche giorno fa annunciati ‘il morto’ nella manifestazione di sabato, la sua previsione è stata smentita ma poco ci è mancato.
C’è chi parla anche dalle fila dei black bloc: ‘Il movimento sa benissimo chi siamo. E sapeva quello che intendevamo fare. Come lo sapevano gli sbirri. Lo abbiamo annunciato pubblicamente’. Così ha detto F. un black bloc trentenne che ha raccontato come la preparazione per gli scontri di Roma durante la manifestazione degli indignati vada avanti da un anno. “Abbiamo fatto un master in Grecia. Per un anno, una volta al mese, siamo partiti in traghetto da Brindisi, con biglietti di posto ponte, perchè non si sa mai che a qualcuno viene voglia di controllare. E i compagni ateniesi ci hanno fatto capire che la guerriglia urbana è un'arte in cui vince l'organizzazione.
Un anno fa avevamo solo una gran voglia di sfasciare tutto. Ora sappiamo come sfasciare. A Roma abbiamo vinto perchè avevamo un'organizzazione”. E ha spiegato: “Eravamo divisi in due falangi: i primi 500 si sono armati a inizio manifestazione e avevano il compito di devastare via Cavour. Altri 300 li proteggevano alle spalle. Ci hanno lasciato sfilare a via Labicana e quando ci hanno attaccato lì anche la seconda falange dei 300 ha cominciato a combattere. E così hanno scoperto quanti eravamo davvero. La sera di venerdì avevamo lasciato un furgone Ducato bianco all'altezza degli archi che portano a via Sannio. Dentro quel Ducato avevamo armi per vincere non una battaglia ma la guerra”.
Categorie: Cronaca
Parole chiave: manifestazione indignati roma black bloc violenze guerriglia
Autore: NotizieVlog Redazione
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