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Mer
10
Mar

Mali: liberata la moglie di Sergio Cicala e della cooperante spagnole. Si attendono ora notizie dell’uomo

Mali: liberata la moglie di Sergio Cicala e della cooperante spagnole. Si attendono ora notizie dell’uomo

Finalmente libera Philomene Kabouré, moglie di Sergio Cicala, sequestrato in Mauritania dal gruppo terroristico Al Qaeda nel Maghreb nel dicembre scorso. Insieme a lei liberata anche la cooperante spagnola Alicia Gamez. Le due donne nelle mani dell'Al Qaeda del Maghreb sarebbero ora in viaggio verso il Burkina Faso. Secondo alcune fonti, le due donne stanno per partire verso il Burkina, come anch ha spiegato il negoziatore. La Kabouré, originaria del Burkina Faso,  avrebbe in un primo tempo rifiutato il rilascio per rimanere vicina al marito, che è ancora nelle mani dei rapitori.

Alicia Gamez, 39 anni, era stata sequestrata il 29 novembre insieme ad altri due connazionali. Nelle mani del gruppo c'era anche un francese, che è stato liberato il 20 febbraio. Successivamente furono rapiti Sergio Cicala con la moglie. A casa di Cicala c'è grande attesa per avere notizie certe dell'evolversi della vicenda. La Farnesina sta mantenendo il silenzio stampa. Secondo il sito arabo Sahara Media, in Burkina Faso ci sarebbero rappresentanti delle autorità spagnole e italiane ad attendere le due donne.

Sergio Cicala e sua moglie sono stati rapiti il 18 dicembre scorso da un gruppo di uomini armati che hanno bloccato il minibus su cui viaggiavano sulla strada che collega la città di Kobeny (a circa 1.000 chilometri a sud-est dalla capitale mauritana Nuakchot) con il vicino Mali. Il pullmino fu poi recuperato dalla polizia locale a una ventina di chilometri dal confine: aveva i pneumatici forati e segni di colpi d'arma da fuoco sulla carrozzeria. Sul posto c'erano anche i bagagli della coppia e alcuni oggetti di valore. Poi la rivendicazione del rapimento: in un messaggio audio del 27 dicembre Salah Abu Mohammed, che si presentò come il responsabile media del gruppo terroristico nel Maghreb islamico, spiegò che il rapimento era "una risposta ai crimini compiuti dal governo italiano in Afghanistan e in Iraq". Si attendono ora notizie di Sergio Cicala.

 
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