
Alberto ha ucciso con crudeltà e sevizie e per questo merita 30 anni di carcere, la condanna massima per chi ha richiesto il rito abbreviato: questa è la condanna chiesta dalla Procura di Vigevano al gup Stefano Vitelli per Alberto Stasi, processato con rito abbreviato con l'accusa di aver ucciso la sua fidanzata, Chiara Poggi. L’ accusa per la difesa è inconsistente. Alberto dovrebbe essere assolto perché innocente.
Nell’aula del tribunale, il pm, Rosa Muscio, in circa tre quarti d'ora ha ripercorso tutta la vicenda tracciando gli elementi principali, che a suo avviso inchioderebbero Alberto, per arrivare a concludere che il quadro indiziario può ‘definirsi grave, preciso e concordante’.
Il pm ha, inoltre, ribadito che tutti gli elementi emersi dalla scena del crimine e la stessa modalità dell'assassinio ‘convincono che il responsabile non può altro che essere stato una persona che aveva uno stretto rapporto con Chiara. Lo dimostrerebbe la violenza e l'accanimento con cui è stata uccisa’. Di fronte alle parole del pm, Alberto non ha battuto ciglio: è rimasto imperterrito dietro quei suoi occhialini che gli danno un’aria gelida. Il processo riprenderà il prossimo 18 aprile, giorno in cui verrà trattata anche l'udienza preliminare in cui Stasi è imputato di detenzione di materiale pedopornografico. La camera di consiglio è fissata al prossimo 30 aprile.
Categorie: Cronaca
Parole chiave: garlasco omicidio chiara poggi alberto stati chiesti 30 anni
Autore: NotizieVlog Redazione
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