
La Prima Corte d'Appello Civile ha deciso di non procedere sulla richiesta della Procura Generale di Milano di sospensiva del provvedimento con cui lo scorso 9 luglio era stata autorizzata l'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione artificiali che tengono in vita Eluana Englaro, la donna in stato vegetativo del 1992.
La Corte di Cassazione ha fissato per l'11 novembre prossimo l'udienza, che si terrà a sezioni unite, sul caso Englaro. "Non luogo a provvedere", così si è pronunciata la Corte d’Appello. La decisione di non procedere è stata presa in quanto è stato superato il requisito dell'urgenza, essendo stata fissata in Cassazione l'udienza sul ricorso della Procura Generale. Beppino Englaro, il padre di Eluana, durante l’udienza davanti ai giudici della Prima Corte d'Appello Civile di Milano, si è impegnato a non dare esecuzione al provvedimento che lo autorizza a interrompere il trattamento vitale alla figlia, fino a quando non ci sarà una pronuncia definitiva sulla vicenda. E' questo uno dei motivi principali per cui i giudici hanno dichiarato il ‘non luogo a provvedere’.
La decisione della Corte d'Appello di Milano di non sospendere l'esecutivita' del decreto che autorizza lo stop alla 'vita artificiale' di Eluana Englaro e' l'ultimo capitolo di una lunga e complessa vicenda umana e giudiziaria cominciata 16 anni fa. Il 18 gennaio del 1992, la donna, all'epoca 20enne, rimane coinvolta in un incidente stradale. Ricoverata nell'ospedale di Lecco in stato vegetativo permanente, alimentata da un sondino nasogastrico, Eluana sprofonda in uno stata di non - coscienza, a causa della corteccia cerebrale necrotizzata. Dal 1997 il padre della ragazza, Beppino, diventa il suo tutore e comicia la lotta nei tribunali per essere autorizzato a sospendere l'alimentazione e l'idratazione artificiale alla figlia.
Categorie: Cronaca
Parole chiave: eluana englaro prima corte d apello milano beppino englaro non luogo a provvedere
Autore: NotizieVlog Redazione
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