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Mer
25
Gen

Costa Concordia: il comandante Schettino alla gogna. La moglie lo difende. Le accuse

Costa Concordia: il comandante Schettino alla gogna. La moglie lo difende. Le accuse

Mentre dal relitto affondato si continuano ad estrarre corpi senza vita di giovani persone che hanno cercato di salvarsi dal mare ma che in esso hanno trovato la morte quella maledetta notte di venerdì 13 gennaio, continuano a piovere accuse sul comandante Schettino. Il naufragio della Costa Concordia sull’Isola del Giglio è diventato un caso mondiale. E mentre dilagano le interviste della bionda ragazza moldava che ala sera della tragedia avrebbe cenato col comandante, mentre è stato recuperato il corpo di un’altra giovane ragazza, ungherese, non registrata sulla lista passeggeri, mentre incalzano le satire, Schettino, agli arresti domiciliari, continua a raccontare la sua verità. Che però tanto verità su come sono effettivamente andate le cose quella notte non è. Ed è la moglie, Fabiola Russo, ora a difenderlo a spada tratta sostenendo che suo marito non è mostro.


“Mio marito è stato trasformato in un caso mediatico mondiale, senza precedenti. E' deciso, fermo e lucido, analizza le situazioni, le comprende e le sa gestire”. Intanto da un’intercettazione di una telefonata del 14 gennaio, il comandante avrebbe detto: “Quando ho capito che la nave si stava inclinando ho preso e sono sceso”. Ma sulla manovra del cosiddetto inchino le colpe non sono tutte imputabili a Schettino. Non c’è stato, infatti, soltanto l'inchino del comandante Schettino: dal 2007 al 2011 i saluti ravvicinati ad andatura ridotta al Giglio, come li chiama il comandante Mario Palombo, sono stati quattro, concordati con la Capitaneria di Porto e la società armatrice.

A confermare agli investigatori che l'iniziativa di Schettino non era improvvisata è lo stesso Palombo, che però precisa: “Io non ho mai detto a Schettino di avvicinarsi a 10 metri dalla costa. Lui può dire quello che vuole. Anzi voglio una volta per tutte smentire che quell'inchino fosse rivolto a me. Io vivo 9 mesi all'anno a Grosseto”. Dura, dunque, la replica di Mario Palombo, storico comandante della Costa Crociere chiamato in causa come destinatario dell'inchino, al comandante di Costa Concordia Francesco Schettino.





Video: Telefonata Comandante Schettino- Capitaneria Livorno
Video: Il naufragio della Costa Concordia
 
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