
Otto agenti, un ispettore capo e un commissario capo della polizia municipale di Parma sono stati iscritti nel registro indagati della procura della città emiliana per il presunto pestaggio di Emmanuel Bonsu Foster avvenuto lo scorso 29 settembre. Il 22enne ghanese venne fermato nel corso di un'operazione antidroga.
Quaranta giorni dopo l'episodio che è costato alla polizia municipale di Parma l'accusa di violenza e offese razziste, la procura ha formalizzato i capi di imputazione su cui procedere nei confronti di chi ha organizzato, coordinato e diretto l'operazione antidroga e di chi ha eseguito il fermo del ragazzo di colore e il successivo interrogatorio: percosse aggravate, calunnia, ingiuria, falso ideologico e materiale, violazione dei doveri d'ufficio. Reati commessi in concorso, con l'aggravante dell'abuso di potere.
Lo avevano fermato all’uscita da scuola e l’avevano pestato: un piede sopra alla testa, le manette e poi le botte, anche all’interno della macchina di servizio. Bonsu Emmanuel Foster denunciò, con un forte atto di coraggio, i responsabili dell’aggressione, decisamente avvenuta, secondo la vittima, per motivi razziali. E a confermare la sua testimonianza c’è la busta del Comune con i verbali del fermo consegnata alla famiglia, con sopra scritto ‘Emmanuel negro’.
Categorie: Cronaca
Parole chiave: parma Bonsu Emmanuel Foster aggressione polizia municipale razzismo
Autore: NotizieVlog Redazione
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