
“Voglio il processo con tutte le mie forze, dimostrerò che ho fatto ciò che mi chiedevano”. Le parole sono di Giuliano Tavaroli, l'ex capo della security Telecom al centro dell'inchiesta sui dossier illeciti. E’ l’ennesimo caso intercettazioni , quello che vede vittime e carnefici ai vertici della dirigenza imprenditoriale italiana. Tutto a danno dell’ ‘ingenuo’ Marco Tronchetti Provera, presidente Telecom. I ‘carnefici’ sarebbero stati Giuliano Tavaroli, Emanuele Cipriani, un investigatore privato, e Marco Mancini, il capo del controspionaggio del Sismi, che volevano lucrare un pòdi denaro per fare la bella vita.
Ma nessuno sembra avere voglia di affrontare il caso: lo stesso Tavaroli è sempre stato convinto del fatto che “nessuno avrà interesse a celebrare il ‘processo Telecom’. Nessuno: né i pubblici ministeri, né gli imputati, né la Telecom vecchia, né la Telecom nuova. Ma io non sono e non farò né accetterò mai di essere il capro espiatorio di questo affare. Io vorrò con tutte le mie forze il processo e nel processo vorrò vederli in faccia ripetere quel che hanno riferito ai magistrati”.
Tavaroli lamenta di essere stato ‘messo in mezzo’ per aprire la strada all'inchiesta Abu Omar. E' il ‘signore della sicurezza’ Telecom. I pubblici ministeri devono intercettare gli uomini del Sismi che hanno cooperato con la Cia per sequestrare illegalmente il cittadino egiziano, sospettato di essere un terrorista. Con i buoni rapporti di Tavaroli con il Sismi, l'operazione sarebbe stata a rischio.
Categorie: Cronaca
Parole chiave: intercettazioni telecom italia giuliano tavaroli marco tronchetti provera
Autore: NotizieVlog Redazione
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