
Il ministro per l`Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi, lancia la proposta di abolire la pausa pranzo e si scatena l'ira dei sindacati e l'ironia degli avversari politici. “A me non è mai piaciuta questa ritualità che blocca l'Italia e diminuisce la produttività. Non ho fatto nessuna proposta di abolire questa pausa. Ho solo detto che io l'ho abolita da vent'anni".
Il ministro precedentemente aveva detto: “Non possiamo imporre ai lavoratori quando mangiare ma ho scoperto che le ore più produttive sono proprio quelle in cui ci si accinge a pranzare". Secondo il leader della Dc per le Autonomie, “chi svolge una attività in modo autonomo, abolirebbe la pausa pranzo”. La risposta più critica arriva dai sindacati: “Se Rotondi vuole dare il buon esempio, dice Raffaele Bonanni, leader della Cisl, non vada più alla buvette”. Luigi Angeletti, segretario generale della Uil invita Rotondi ad ‘andare in fabbrica’ per capire che è necessaria.
Così mentre il ministro cita esempi di Paesi che rinunciano o hanno ridotto questo rituale, come Germania, Inghilterra e America, si fanno avanti i nutrizionisti che ritengono che eliminare la pausa pranzo fa male al nostro organismo. Spiegano, infatti, che intanto in America, Germania e Inghilterra possono permettersi di saltarla perché le loro colazioni sono abbondanti e apportano un fabbisogno sufficiente ad affrontare la giornata. Le nostre abitudini, invece, sono diverse e non devono essere sballate.
Categorie: Costume e Società
Parole chiave: abolire pausa pranzo proposta gianfranco rotondi sindacati risposta
Autore: NotizieVlog Redazione
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