
Cresce la presenza di stranieri immigrati in Italia e, contrariamente a quanto accadeva in passato quando cioè la tolleranza regnava sovrana e rappresentava una nostra caratteristica di aggregazione, oggi ciò che maggiormente governa gli animi degli italiani è la paura, la diffidenza e il timore. Il perché è rintracciabile negli ultimi avvenimenti che hanno colorato le pagine della nostra cronaca nera. Dalla donna uccisa a Roma da un rumeno, alla giovane ragazza uccisa con un ombrello nell’occhio da un’ucraina, agli ultimi eventi di violenza sessuale avvenuti a Milano e Roma a danno di due giovani studentesse. Dunque, è pregiudizio, diffidenza nei confronti ‘dell’altro’ o motivo di reale preoccupazione?
Gli stranieri regolari in Italia sono poco più di due milioni e quattrocentomila, 129.000 in più rispetto all'anno precedente e rappresentano il 5% della popolazione. Sono soprattutto romeni, albanesi e marocchini, ma cresce la consistenza della comunità cinese e proveniente dall'Ucraina e tanti sono i bambini nati da coppie straniere: 57.765 nel 2006, il 10% circa del totale dei nati in Italia., secondo i dati riportati dal Rapporto sull'immigrazione del Vicinale. Nonostante ci si copra di un falso buonismo e la nostra società si celi dietro i veli dall’accoglienza, cresce la diffidenza nei confronti degli stranieri e crescono anche i motivi religiosi che contrappongono a loro. Sono tanti, infatti, gli italiani contrari alle moschee, ma, si intenda, più per un fattore religioso e culturale che per un allarme terroristico. E tutte le polemiche e i dibattiti legati al perché si del crocifisso nelle classi delle scuole e no alle moschee è semplice: c’è tolleranza religiosa, ma l’Italia è un Paese cattolico cristiano che rispetta il proprio credo.
Certo, probabilmente esagerare sarebbe sbagliato, probabilmente se ci si pensa più attentamente, gli italiani in casa loro commettono gli stessi reati di cui si macchiano gli stranieri. Ma c’è una differenza: chi è a casa propria sbaglia, lo sa, e viene punito, chi viene accolto ha il dovere di rispettare le leggi del Paese in cui arriva, oltre che il diritto di essere accettato. Il pensare che ‘non si ha niente da perdere’ deve cadere, perché ciò che a volte si perde è la vita (vedi le ultime morti a causa degli stranieri in Italia) e la vita è diritto universale.
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