
“Signor Presidente del Consiglio, sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul processo breve e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei”. Inizia così la lettera che lo scrittore Roberto Saviano scrive al premier Berlusconi, parole in cui esprime la sua contrarietà all’approvazione della norma sul processo breve.
“Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E' una questione di diritto. Il processo breve farà cadere in prescrizione reati gravissimi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l'unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici e i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia”.
Nel frattempo, il presidente del Senato, Renato Schifani, in merito al processo breve si augura “che se questo disegno di legge va avanti sono certo che il senato farà un buon lavoro per porre il testo a riparo di eventuali dubbi di incostituzionalità”.
Parole chiave: roberto saviano lettera silvio berlusconi processo breve
Autore: NotizieVlog Redazione
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