E’ stato toccante ed emozionante l’incontro di ieri fra Ingrid Betancourt, l'esponente politica franco-colombiana liberata lo scorso luglio dopo più di sei anni di prigionia nelle mani dei ribelli delle Farc, e Papa Benedetto XVI a Castel Grandolfo. Un abbraccio tra i due, mezz’ora di colloquio durante il quale Ingrid ha raccontato al Pontefice l'esperienza spirituale vissuta durante i sei anni di prigionia in Colombia e il miracolo della sua liberazione, finalmente arrivata dopo uno dei numerosi appelli del Papa affinchè tutti i prigioneri colombiani fossero liberati.
Poi via per una conferenza stampa nella sede della Provincia di Roma: lo sguardo è basso, intimidito, il viso marcato da un lieve sorriso e il passo lento. Ad accompagnarla davanti a un plotone di giornalisti c'è Luca Zingaretti, che le dona il premio Provincia Capitale: un melograno ‘simbolo della vita e della fertilità. Lei guarda davanti a sé il suo uditorio e inizia.
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Ancora morti sul lavoro, questa volta in Sicilia. Si tratta di due operai delle Ferrovie, morti in un incidente sul lavoro avvenuto sulla tratta Catania-Palermo, nei pressi della stazione di Motta Sant'Anastasia. Secondo le prime ricostruzioni le due vittime, Giuseppe Virgillito, di 35 anni, e Fortunato Calabrese, di 58, mentre effettuavano lavori di manutenzione e stavano utilizzando dei martelletti a compressione, indossavano le cuffie antirumore e non avrebbero sentito i fischi del treno regionale in arrivo che li ha travolti, uccidendoli.
Secondo quanto riportato dal macchinista alla guida del treno, si sarebbe accorto troppo tardi della presenza dei due operai sui binari, attivando il freno di emergenza all’ultimo momento, senza, però, riuscire ad evitare l'impatto. Virgillito e Calabrese, il primo originario di Motta S. Anastasia e il secondo di Catania, sono morti sul colpo.
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