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Ven
27
Gen

Milano: scippata in centro. Manager in coma

E’ stata scippata in pieno centro a Milano ed è in coma: lei è Alessandra Galdabini, manager milanese, che ieri, salita sulla sua bicicletta per tornare a casa dal luogo di lavoro, passando di fronte alla stazione centrale, fino in piazza della Repubblica, è stata aggredita. Due uomini che si trovavano su uno scooter l’hanno rapidamente affiancata e le hanno strappato la borsa. La ciclista ha perso l’equilibrio ed è caduta a terra, battendo la testa. I due rapinatori sono fuggiti immediatamente sullo scooter dopo lo scippo.


Adesso Alessandra, cinquantaquattrenne mamma di tre figli e manager dell’azienda informatica Microsys, si trova al Policlinico di Milano. Sono stati gli agenti della squadra mobile a raccogliere le informazioni sulla dinamica dell’incidente, secondo le testimonianze di una donna che si trovava sul luogo in bicicletta e di un ragazzo in motorino.La Galdabini era ancora cosciente quando sono arrivati i soccorsi e infatti è riuscita a dire il suo nome e la sua età. La situazione è però peggiorata nel corso del trasporto in ospedale.
 

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Gio
26
Gen

Rio de Janeiro: crollano due edifici. Diversi i feriti

Sono diversi i feriti e si teme ci siano anche vittime a causa del crollo di due edifici che ospitavano uffici nella zona del centro storico di Rio de Janeiro. E’ stato lo stesso sindaco della megalopoli, Eduardo Paes, a dare notizia di quanto accaduto. Decine di agenti delle forze di sicurezza, vigili del fuoco e volontari hanno avviato immediatamente le ricerche di possibili vittime tra le macerie dei due edifici, di dieci e venti piani, il cui crollo secondo fonti della Protezione civile locale avrebbe coinvolto almeno 11 persone.


Il crollo, avvenuto nella centralissima Treze de Maio, ha anche provocato danni ad edifici vicini, tra cui il Teatro municipale di Rio de Janeiro, uno dei monumenti più importanti della città. Secondo vari testimoni, si è sentita una forte esplosione. Durante le prime operazioni di soccorso, quattro persone sono state estratte dalle macerie ancora in vita e condotte in un vicino ospedale.
Secondo alcune testimonianze raccolte dai giornalisti locali, il crollo sarebbe stato accompagnato da un forte odore di gas e da scosse simili a un terremoto.
 

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Mer
25
Gen

Costa Concordia: il comandante Schettino alla gogna. La moglie lo difende. Le accuse

Mentre dal relitto affondato si continuano ad estrarre corpi senza vita di giovani persone che hanno cercato di salvarsi dal mare ma che in esso hanno trovato la morte quella maledetta notte di venerdì 13 gennaio, continuano a piovere accuse sul comandante Schettino. Il naufragio della Costa Concordia sull’Isola del Giglio è diventato un caso mondiale. E mentre dilagano le interviste della bionda ragazza moldava che ala sera della tragedia avrebbe cenato col comandante, mentre è stato recuperato il corpo di un’altra giovane ragazza, ungherese, non registrata sulla lista passeggeri, mentre incalzano le satire, Schettino, agli arresti domiciliari, continua a raccontare la sua verità. Che però tanto verità su come sono effettivamente andate le cose quella notte non è. Ed è la moglie, Fabiola Russo, ora a difenderlo a spada tratta sostenendo che suo marito non è mostro.


“Mio marito è stato trasformato in un caso mediatico mondiale, senza precedenti. E' deciso, fermo e lucido, analizza le situazioni, le comprende e le sa gestire”. Intanto da un’intercettazione di una telefonata del 14 gennaio, il comandante avrebbe detto: “Quando ho capito che la nave si stava inclinando ho preso e sono sceso”. Ma sulla manovra del cosiddetto inchino le colpe non sono tutte imputabili a Schettino. Non c’è stato, infatti, soltanto l'inchino del comandante Schettino: dal 2007 al 2011 i saluti ravvicinati ad andatura ridotta al Giglio, come li chiama il comandante Mario Palombo, sono stati quattro, concordati con la Capitaneria di Porto e la società armatrice.

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Mar
24
Gen

Sciopero Tir, Italia paralizzata. Muore un autotrasportatore. La situazione

Un autotrasportatore di 46 anni, Massimo Crepaldi, che stava manifestando sulla strada statale 10, ad Asti è stato investito mortalmente da un tir condotto da una donna tedesca che non partecipava alla manifestazione.  Secondo le prime informazioni, è confermata l'ipotesi che si sia trattato di un incidente. La donna alla guida del camion, nel tentativo di aprirsi un varco tra i mezzi, avrebbe del tutto accidentalmente investito il manifestante. L'episodio è stato confermato da Trasporto Unico, l'organizzazione sindacale che ha indetto la protesta. Il camionista deceduto abitava con la famiglia in via Bernardino Pallio ad Asti.


Continua nel frattempo la protesta degli autotrasportatori in tutta Italia, contro il decreto liberalizzazioni approvato venerdì scorso in Cdm e, in particolare, contro il rincaro dei pedaggi autostradali, delle rc auto, dell'Irpef e delle accise sui carburanti. Il Paese è da ieri paralizzato e da Nord a Sud ci sono presidi di camion e tir che hanno bloccato le principali arterie stradali. Partito dalla Sicilia, lo sciopero è arrivato a Torino, dove i tir hanno bloccato la tangenziale Sud. In Campania code alle barriere autostradali. Sulla A3 camion incolonnati e rallentamenti; nel Lazio, sulla A1, lo sciopero ha portato alla chiusura dei caselli di Frosinone e Anagni dove gli autotrasportatori hanno organizzato presidi. Tir e camion fermi anche nei pressi dei caselli di Ceprano, Cassino e San Vittore nel Lazio.

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Lun
23
Gen

Naufragio Costa Concordia: turismo dell’orrore all’Isola del Giglio

Nel week end appena trascorso c’è stato un via vai di turisti all’Isola del Giglio, tutti accorsi per farsi ritrarre dinanzi al gigante bianco sprofondato in mare. Il porticciolo di Porto Santo Stefano è stato letteralmente preso d’assalto e le biglietterie delle due compagnie che fanno servizio tra l'approdo dell'Argentario e il Giglio, Toremar e Maregiglio, hanno registrato un elevato numero di turisti. In 1080 sono sbarcati al Giglio e tra questi non ci sono i soccorritori. Il sabato prima del naufragio erano stati 131. Libero Schiaffino, uno dei responsabili del servizio biglietteria, ha dichiarato: “Non avevo mai visto una cosa del genere in un mese invernale, abbiamo dovuto fare attenzione anche ad emettere i tagliandi perché non vorremmo che qualcuno rimanesse sull'isola perché non trova posto sui traghetti che li riportano a casa”.


Ci sono state anche diverse telefonate giunte alla Pro loco per cercare case in affitto per trascorrere almeno una notte sull'isola che si è aperta per accogliere i naufraghi e c’è stato anche chi ha voluto affittare una barca per arrivare il più vicino possibile al relitto o fare un tour nei luoghi divenuti simbolo della tragedia, una catastrofe che registra ad oggi 13 morti e ancora decine di dispersi. Così, mentre c’è chi si fa fotografare sorridente dinanzi ad una nave enorme piegata su un fianco e completamente inabissata da un lato, c’è chi ancora non ha un corpo su cui piangere, c’è ancora chi attende il ritorno della propria mamma.
 

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Ven
20
Gen

Naufragio Costa Concordia: recuperata la scatola nera. Ricerche sospese a causa del maltempo

La Costa Concordia, la nave da crociera naufragata il 13 gennaio davanti alla costa dell'isola del Giglio, ha cominciato di nuovo a muoversi e per questo motivo sono state sospese tutte le attività di ricerca dei dispersi. In mattinata si sono riunite le forze operative per decidere come condurre le operazioni di salvataggio. Si temono condizioni di vento avverse anche al momento la marea sembra essersi abbassata. Non è escluso che possa prendere corpo il progetto di imbracatura dello scafo che verrebbe assicurato così agli scogli per evitare l'inabissamento.


Nel frattempo, è stata recuperata la scatola nera e la Costa Concordia è sempre osservata a vista dal teodolite, un complesso sistema di sensori che ne controlla i movimenti da lontano. Da dove si trova al profondo oltre 60 metri c’è solo una lingua di scoglio e il vento e il mare previsti rischiano di spingerla laggiù. Ma il pericolo di inabissamento della nave potrebbe essere forse scongiurato da una sorta di imbragatura dello scafo fissata agli scogli: è questa una delle ipotesi allo studio dei tecnici, mentre arrivano da più parti i suggerimenti per salvare la Concordia, dagli ancoraggi alla terraferma con funi d'acciaio al posizionamento di 'rostri' sul fondo del mare. Il precario equilibrio della nave, comunque, è un problema che sembra non preoccupare i tecnici della Smit Salvage che si stanno preparando a intervenire per svuotare i serbatoi.
 

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Gio
19
Gen

Naufragio Costa Concordia: partita ieri sera la nave gemella. Schettino flirtava con una donna mentre affondavano

E' partita ieri sera dal porto di Civitavecchia la Costa Serena, gemella della Concordia, prima nave Costa Crociere partita all'indomani del naufragio della Concordia, che farà la stessa tratta e con le stesse caratteristiche. Dopo due ore di navigazione, però, un passeggero, proprio davanti all'isola del Giglio, è stato colpito da infarto.Subito prelevato dalla nave è stato portato in ospedale. Intanto, continuano a rimbombare le voci del comandante Schettino e del comandamente della Capitaneria di Porto di Livorno, De Falco, inesorabili, a tracciare gli avvenimenti di quella maledetta notte del 13 gennaio, e sono riprese le ricerche dei dispersi sulla Costa Concordia, dopo l'interruzione di ieri a causa di un movimento della nave.

Il portavoce dei Vigili del fuoco, Luca Cari, ha spiegato che “Le condizioni consentono un grado di sicurezza accettabile per gli operatori, quindi riprendiamo le attività. Dobbiamo terminare l'ispezione del ponte 4 perché ci sono ancora da controllare dei punti fuori dall'acqua ma con un ostacolo al centro, una parte sommersa”. Sono al lavoro squadre speleo-alpino-fluviali e sommozzatori. Nel corso della giornata, poi, i sub del Comsubin della Marina posizioneranno delle cariche esplosive per aprire altri varchi nello scafo e facilitare le operazioni di ricerca.
 

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Mer
18
Gen

Naufragio Costa Concordia: sale il numero delle vittime. Il comandante Schettino ai domiciliari

Ancora 24 i dispersi mentre sale a 11 il numero delle vittime della Costa Concordia, naufragata sull’Isola del Giglio, abbandonata dal suo comandante e per cui si teme anche, ora, un disastro ambientale in quello splendido lembo di mare. Il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino è tornato a casa, a Meta di Sorrento, mentre fa il giro del mondo la telefonata in cui l'ufficiale della Guardia Costiera di Livorno gli intima di tornare a bordo. Lui si è difeso davanti al gip di Grosseto che, alla fine, gli ha concesso i domiciliari. Oggi al via lo svuotamento dei serbatoi. Il ministro Clini riferirà alla Camera.

Lo stesso ministri ha spiegato: “Lo stato di emergenza verrà dichiarato per consentire e attuare le misure necessarie in tempi rapidi, cioè corrispondenti alla sfida di evitare la dispersione in mare di oltre 2000 tonnellate di carburante stivate nei serbatoi. Abbiamo bisogno di procedere con urgenza, in tempo più brevi di quelli consentiti dalle procedure ordinarie”.
 

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Mar
17
Gen

Naufragio Costa Concordia: esplosivi per aprire varchi. Ancora tanti i dispersi. Clini: “Dichiarato stato di emergenza”

Per la prima volta la notte scorsa non si è lavorato sul relitto a causa dei leggeri movimenti della nave di ieri che hanno convinto i soccorritori a interrompere le ricerche notturne. Per cercare di accelerare la ricerca dei dispersi, gli uomini della Marina Militare hanno utilizzato delle microcariche esplosive per aprire dei varchi sulla chiglia della nave e riuscire ad accedere in maniera più rapida alle parti sommerse. Intanto il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha detto che “Lo stato di emergenza verrà dichiarato per consentire e attuare le misure necessarie in tempi rapidi, cioé corrispondenti alla sfida di evitare la dispersione in mare di oltre 2000 tonnellate di carburante stivate nei serbatoi. Abbiamo bisogno di procedere con urgenza, in tempo più brevi di quelli consentiti dalle procedure ordinarie”.

Secondo il ministro dell'Ambiente, “Bisogna fare in fretta perché le condizioni meteoclimatiche stanno per cambiare e anche per evitare e per prevenire rischi ambientali, perché l'eventuale rottura di serbatoi avrebbe effetti difficilmente valutabili”. Ieri, infatti, è accaduto ciò che si temeva e cioè la Concordia si è piegata ancor di più: 9 centimetri in verticale e uno e mezzo in orizzontale e ora bisogna evitare il rischio che affondi, perché se la nave scivola sullo scalino di roccia e finisce a 70 metri di profondità prima che i serbatoi siano svuotati, sarà difficile evitare anche un disastro ambientale.
 

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Lun
16
Gen

Isola del Giglio: affonda Costa Concordia. Cinque i morti. Foto e video

Sono in tutto cinque i morti accertati a 48 ore dal naufragio della Costa Concordia piegata a 90 gradi davanti all'isola del Giglio, avvenuto la sera di venerdì. Si tratta di due anziani, entrambi avevano il giubbotto salvagente ma sono riusciti a mettersi in salvo. Si tratta dello spagnolo Guillermo Gual, 69 anni, che aveva i documenti in tasca e di Giovanni Masia, 86 anni, invece, he aveva al collo una piastrina con le sue generalità. Giovanni era in crociera con la moglie Giuseppina. Il figlio Claudio, cassintegrato della Ilva, aveva deciso di accompagnarli nel loro viaggio ma a casa sono tornati lui, sua moglie e i suoi figli, una nipotina, Giuseppina. Mancano ancora all'appello 17 persone, 11 passeggeri e 6 membri di equipaggio. Il ritrovamento dei due corpi è avvenuto nel pomeriggio di ieri dopo che in giornata i Saf dei vigili del fuoco avevano ritrovato vivi una coppia di coreani in viaggio di nozze, Hye Jim Jeong e Kideok Han, che erano rimasti chiusi nella loro cabina, non avendo sentito l'allarme.


Nel frattempo, è riemersa anche la scatola nera, da cui stanno arrivando le prime conferme a quello che tutti, al Giglio, hanno visto: la Concordia era a soli 150 metri dalla costa, un punto dove non avrebbe mai dovuto essere ed è emerso che l'allarme di quanto stava accadendo è stato dato un'ora dopo l'impatto con lo scoglio. In merito a quest’ultimo punto, Costa Crociere si è difesa sottolineando che il comandante aveva superato tutte le verifiche di idoneità e che l'equipaggio era addestrato alla gestione delle emergenze.

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