E’ stata scippata in pieno centro a Milano ed è in coma: lei è Alessandra Galdabini, manager milanese, che ieri, salita sulla sua bicicletta per tornare a casa dal luogo di lavoro, passando di fronte alla stazione centrale, fino in piazza della Repubblica, è stata aggredita. Due uomini che si trovavano su uno scooter l’hanno rapidamente affiancata e le hanno strappato la borsa. La ciclista ha perso l’equilibrio ed è caduta a terra, battendo la testa. I due rapinatori sono fuggiti immediatamente sullo scooter dopo lo scippo.
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Sono diversi i feriti e si teme ci siano anche vittime a causa del crollo di due edifici che ospitavano uffici nella zona del centro storico di Rio de Janeiro. E’ stato lo stesso sindaco della megalopoli, Eduardo Paes, a dare notizia di quanto accaduto. Decine di agenti delle forze di sicurezza, vigili del fuoco e volontari hanno avviato immediatamente le ricerche di possibili vittime tra le macerie dei due edifici, di dieci e venti piani, il cui crollo secondo fonti della Protezione civile locale avrebbe coinvolto almeno 11 persone.
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Mentre dal relitto affondato si continuano ad estrarre corpi senza vita di giovani persone che hanno cercato di salvarsi dal mare ma che in esso hanno trovato la morte quella maledetta notte di venerdì 13 gennaio, continuano a piovere accuse sul comandante Schettino. Il naufragio della Costa Concordia sull’Isola del Giglio è diventato un caso mondiale. E mentre dilagano le interviste della bionda ragazza moldava che ala sera della tragedia avrebbe cenato col comandante, mentre è stato recuperato il corpo di un’altra giovane ragazza, ungherese, non registrata sulla lista passeggeri, mentre incalzano le satire, Schettino, agli arresti domiciliari, continua a raccontare la sua verità. Che però tanto verità su come sono effettivamente andate le cose quella notte non è. Ed è la moglie, Fabiola Russo, ora a difenderlo a spada tratta sostenendo che suo marito non è mostro.
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Un autotrasportatore di 46 anni, Massimo Crepaldi, che stava manifestando sulla strada statale 10, ad Asti è stato investito mortalmente da un tir condotto da una donna tedesca che non partecipava alla manifestazione. Secondo le prime informazioni, è confermata l'ipotesi che si sia trattato di un incidente. La donna alla guida del camion, nel tentativo di aprirsi un varco tra i mezzi, avrebbe del tutto accidentalmente investito il manifestante. L'episodio è stato confermato da Trasporto Unico, l'organizzazione sindacale che ha indetto la protesta. Il camionista deceduto abitava con la famiglia in via Bernardino Pallio ad Asti.
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Nel week end appena trascorso c’è stato un via vai di turisti all’Isola del Giglio, tutti accorsi per farsi ritrarre dinanzi al gigante bianco sprofondato in mare. Il porticciolo di Porto Santo Stefano è stato letteralmente preso d’assalto e le biglietterie delle due compagnie che fanno servizio tra l'approdo dell'Argentario e il Giglio, Toremar e Maregiglio, hanno registrato un elevato numero di turisti. In 1080 sono sbarcati al Giglio e tra questi non ci sono i soccorritori. Il sabato prima del naufragio erano stati 131. Libero Schiaffino, uno dei responsabili del servizio biglietteria, ha dichiarato: “Non avevo mai visto una cosa del genere in un mese invernale, abbiamo dovuto fare attenzione anche ad emettere i tagliandi perché non vorremmo che qualcuno rimanesse sull'isola perché non trova posto sui traghetti che li riportano a casa”.
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La Costa Concordia, la nave da crociera naufragata il 13 gennaio davanti alla costa dell'isola del Giglio, ha cominciato di nuovo a muoversi e per questo motivo sono state sospese tutte le attività di ricerca dei dispersi. In mattinata si sono riunite le forze operative per decidere come condurre le operazioni di salvataggio. Si temono condizioni di vento avverse anche al momento la marea sembra essersi abbassata. Non è escluso che possa prendere corpo il progetto di imbracatura dello scafo che verrebbe assicurato così agli scogli per evitare l'inabissamento.
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E' partita ieri sera dal porto di Civitavecchia la Costa Serena, gemella della Concordia, prima nave Costa Crociere partita all'indomani del naufragio della Concordia, che farà la stessa tratta e con le stesse caratteristiche. Dopo due ore di navigazione, però, un passeggero, proprio davanti all'isola del Giglio, è stato colpito da infarto.Subito prelevato dalla nave è stato portato in ospedale. Intanto, continuano a rimbombare le voci del comandante Schettino e del comandamente della Capitaneria di Porto di Livorno, De Falco, inesorabili, a tracciare gli avvenimenti di quella maledetta notte del 13 gennaio, e sono riprese le ricerche dei dispersi sulla Costa Concordia, dopo l'interruzione di ieri a causa di un movimento della nave.
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Ancora 24 i dispersi mentre sale a 11 il numero delle vittime della Costa Concordia, naufragata sull’Isola del Giglio, abbandonata dal suo comandante e per cui si teme anche, ora, un disastro ambientale in quello splendido lembo di mare. Il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino è tornato a casa, a Meta di Sorrento, mentre fa il giro del mondo la telefonata in cui l'ufficiale della Guardia Costiera di Livorno gli intima di tornare a bordo. Lui si è difeso davanti al gip di Grosseto che, alla fine, gli ha concesso i domiciliari. Oggi al via lo svuotamento dei serbatoi. Il ministro Clini riferirà alla Camera.
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Per la prima volta la notte scorsa non si è lavorato sul relitto a causa dei leggeri movimenti della nave di ieri che hanno convinto i soccorritori a interrompere le ricerche notturne. Per cercare di accelerare la ricerca dei dispersi, gli uomini della Marina Militare hanno utilizzato delle microcariche esplosive per aprire dei varchi sulla chiglia della nave e riuscire ad accedere in maniera più rapida alle parti sommerse. Intanto il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha detto che “Lo stato di emergenza verrà dichiarato per consentire e attuare le misure necessarie in tempi rapidi, cioé corrispondenti alla sfida di evitare la dispersione in mare di oltre 2000 tonnellate di carburante stivate nei serbatoi. Abbiamo bisogno di procedere con urgenza, in tempo più brevi di quelli consentiti dalle procedure ordinarie”.
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Sono in tutto cinque i morti accertati a 48 ore dal naufragio della Costa Concordia piegata a 90 gradi davanti all'isola del Giglio, avvenuto la sera di venerdì. Si tratta di due anziani, entrambi avevano il giubbotto salvagente ma sono riusciti a mettersi in salvo. Si tratta dello spagnolo Guillermo Gual, 69 anni, che aveva i documenti in tasca e di Giovanni Masia, 86 anni, invece, he aveva al collo una piastrina con le sue generalità. Giovanni era in crociera con la moglie Giuseppina. Il figlio Claudio, cassintegrato della Ilva, aveva deciso di accompagnarli nel loro viaggio ma a casa sono tornati lui, sua moglie e i suoi figli, una nipotina, Giuseppina. Mancano ancora all'appello 17 persone, 11 passeggeri e 6 membri di equipaggio. Il ritrovamento dei due corpi è avvenuto nel pomeriggio di ieri dopo che in giornata i Saf dei vigili del fuoco avevano ritrovato vivi una coppia di coreani in viaggio di nozze, Hye Jim Jeong e Kideok Han, che erano rimasti chiusi nella loro cabina, non avendo sentito l'allarme.
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Milano: scippata in centro. Manager in coma